Grande kermesse culturale a Villa Amoretti
Trasformare un incontro dedicato alla storia dell’arte in un’occasione per avvicinare un pubblico più ampio alla cultura, facendola uscire dai luoghi tradizionali e mettendola in dialogo con musica, danza, natura e benessere. È con questo spirito che Fondazione Quarto Potere, insieme all’associazione AREGOLADARTE, ha promosso a Villa Amoretti la giornata “En plein air, Monet”, dedicata a Oscar-Claude Monet nel centenario della morte del grande maestro dell’Impressionismo.
Un’iniziativa che rientra pienamente nella missione culturale di Fondazione Quarto Potere: non soltanto sostenere eventi e progetti, ma agire come propagatore, diffusore e suscitatore di cultura, creando occasioni capaci di stimolare curiosità, conoscenza e partecipazione. In questo caso l’incontro con AREGOLADARTE ha permesso di costruire un percorso multidisciplinare intorno alla figura di Monet, coinvolgendo studiosi, artisti, musicisti e interpreti di differenti discipline.
Non poteva essere scelta cornice più adatta del Parco Rignon e della Biblioteca civica Villa Amoretti. Il verde, i fiori e la villa settecentesca hanno richiamato quell’immersione nella natura che Monet trasformò in uno degli elementi fondamentali della propria pittura, attraverso la continua ricerca della luce, dei colori e delle loro variazioni.
A introdurre il percorso è stata Claudia de Feo, storica dell’arte e fondatrice di AREGOLADARTE, che ha ricordato come Monet sia stato probabilmente l'artista rimasto più coerentemente legato, durante tutta la sua carriera, alla ricerca impressionista. Il suo intervento, “L’occhio di Monet”, ha accompagnato il pubblico dentro il particolare modo dell’artista di osservare e interpretare ciò che aveva di fronte.
Nel corso della giornata si sono succeduti la performance di Salvo Carrera e le letture di Enrica Caretta, l’approfondimento di Maura Cecchoni su colori, pigmenti e tele e quello di Tamara Potente dedicato alla moda nell’epoca di Monet. Marina Rota ha raccontato il rapporto fra Parigi e il pittore, mentre Raffaella Console ha approfondito l’eredità lasciata dall’Impressionismo e da Monet in Spagna.
È intervenuto anche il presidente di Fondazione Quarto Potere, Walter Altea, soffermandosi sul valore di iniziative capaci di rendere la cultura accessibile e condivisa. La Fondazione, ha sottolineato, intende favorire l’incontro tra competenze e linguaggi diversi, sostenendo chi produce cultura e soprattutto creando le condizioni perché nuove persone possano scoprirla, frequentarla e farla propria.
La seconda parte della giornata ha riportato il pubblico all’aperto, con “Natura e benessere” di Carlo Torazzi, “Musica in fiore”, con Ilaria Zuccaro e Pietro Mussino su iniziativa di Alessandra Rosso, e “Fiori e carte” di Giusi Zarroli Serena. Spazio anche alla danza con le ballerine della scuola La Piruette.
A concludere, in pieno spirito impressionista, il “Déjeuner sur l’herbe” curato da Sara Berruto e la Monettombola ideata da Chiara Benevolo. Un finale conviviale per una giornata nella quale Monet è diventato il punto di partenza per raccontare come l’arte possa ancora oggi uscire dai libri, incontrare le persone e diventare esperienza collettiva.
