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Scuola-lavoro
Al via il corso di Torino Cronaca con un istituto scolastico della città. Una palestra di giornalismo
al liceo Maria Ausiliatrice
Una bella mattina al liceo Maria Ausiliatrice, con una sessantina di ragazzi. A lezione di giornalismo. Secondo una tradizione ormai consolidata del nostro quoti diano con altri licei torinesi. Un progetto che si snoda nel contesto del Pcto, ossia nell'alternanza "scuola-lavoro" prevista dal Ministero che offre alle scuole un "ponte" con le aziende per indirizzare i giovani al lavoro. Giornali compresi. Entriamo in palestra per il primo incontro. E loro, silenziosi e ordinari, sono già lì. Con noi c'è il preside dell'Istituto Filippo Buzio. Qualche minuto per i convenevoli, poi, al microfono, iniziano le danze. Racconto la nascita del nostro quotidiano che data ormai 24 anni orsono, la sfida di Davide contro Golia, Torino Cronaca contro La Stampa, il valore della cronaca locale, la volontà di dare alla città un quotidiano che la racconti e, in qualche modo la rappresenti. Passano i minuti e sale un po' la confidenza. In aula, pardon, in palestra, ci sono più ragazze che ragazzi. Due classi. Una ove si studiano scienze umane e lingue, l'altra economia. Scopro in fretta che il giornale cartaceo è (quasi) un perfetto sconosciuto. Solo una ragazza confessa di aver sfogliato qualche volta un quotidiano. ma alla domanda se qualcuno utilizza i social, si legavo decine di mani. Vince Instagram a mano basse. E allora recito la mia canzoncina preferita, snocciolo dati sui nostri social e propongo di fare, nei tre mesi di lezioni che ci aspettano, addirittura un sito dedicato a Maria Ausiliatrice. "Un progetto vostro e nostro, da creare insieme". prometto. L'idea piace e certo sarà uno dei temi che tratteremo, a partire da febbraio. Intanto, nel secondo banco una ragazzina continua a scrivere su un quaderno. Scoprirò più tardi (mentre il nostro manager del digitale Danillo Beniscio, gira un video e fa fotografie) che ha sintetizzato Torino Cronaca e i suoi argomenti in una pagina ricca di contenuti. Il che mi conforta in vista dei futuri incontri. Chiudo con un pizzico di cronaca che affonda le radici nel tempo che fu. E che riguarda San Giovanni Bosco e il suo impegno verso i giovani. E più esattamente il 1876 quando il Santo decise di aprire le porte delle scuole alla ragazze, chiamando ad aiutarlo Santa Maria Mazzarello. Nacque così la scuola professionale dedicata al tessile con le prime alunne. Il resto, in questo gigantesco Valdocco dedicato all'insegnamento, è stato prima istituto magistrale e oggi liceo.
